L’Associazione

Sarà capitato a tutti prepararsi per un weekend o per un viaggio e raccogliere informazioni da amici che sono già stati in quei luoghi o, ancora meglio, da amici che quei luoghi li conoscono perché ci sono nati e ci vivono.

L’idea nasce quindi dall’esperienza di Daniela e Giuseppe, turisti curiosi e golosi.

Nell’organizzare i loro viaggi hanno sempre cercato informazioni in rete, oppure tra amici, altre volte ancora si sono affidati a professionisti del settore.

Coniugando quindi le esigenze di viaggiatori e l’amore per la propria terra, hanno pensato di mettere a disposizione di chi avrà la sicilia tra le sue prossime mete la loro esperienza, offrendo loro consigli e supporto per scoprire ed “assaporare” al meglio il loro soggiorno.

Nasce così L’associazione Culturale Wine Sicily Tours, che si prefigge lo scopo di promuovere il territorio attraverso eventi e percorsi culturali, enogastronomici e sensoriali.
L’associazione propone una rete di eccellenze, visibili e fruibili da quanti si accostano a questa realtà.

L’associazione riunisce le eccellenze enogastronomiche del territorio garantendo qualità e vantaggi. Tra le sue attività si propone di:

  • ideare, organizzare e promuovere eventi turistici o culturali o di promozione sociale;
  • ideare, organizzare e promuovere corsi formativi o per il tempo libero;
  • ideare, organizzare e promuovere occasioni o incontri o quant’altro possa avere finalità promozionale per enti pubblici o privati purché legati al territorio e alle sue tipicità;
  • organizzare e gestire animazioni, spettacoli o cene animate per turisti o per privati;
  • organizzare occasioni sociali, quali gite in bus o escursioni;
  • prenotare visite guidate, visite narrate o servizi per gli enoturisti ed i winelovers.

L’Enoturismo

L’enogastronomia è oramai considerata un fatto culturale e l’evoluzione del fenomeno procede in una direzione positiva: il turista enogastronomico è alla ricerca non solo della conoscenza del prodotto ma anche del territorio di produzione, nel quale cerca un’esperienza di vita a contatto con identità e risorse.

Per questo, è disposto a coprire distanze maggiori che in passato per raggiungere la destinazione, non è più solo e necessariamente intenditore o appassionato, ma si diversifica in vari segmenti di domanda, viaggia nei territori di produzione anche in estate (occasione in cui la visita enogastronomica diventa un plus della vacanza o tappa di ritorno) e opta per una ricettività sempre più varia.

La destinazione rappresenta per il turista enogastronomico una componente essenziale, nella quale identifica il cibo e il vino quali espressioni della cultura del luogo visitato, che diventa pertanto attrazione turistica.

Il turismo enogastronomico è una forma di turismo culturale

Difatti, proprio attraverso la conservazione e la valorizzazione dei territori agricoli e vitivinicoli destinati a delineare la cornice naturale, esso propone un nuovo modo di vivere la vacanza, associando la degustazione di vini, prodotti tipici e talvolta di piatti locali alla visita ad aziende vinicole e agroalimentari.

 

Grazie alla partecipazione diretta agli usi e alle abitudini dei territori rurali visitati, il turista entra pienamente in contatto con la realtà del luogo e partecipa a un’esperienza di vita che lo arricchisce. Il turismo enogastronomico prende così la forma del turismo culturale: il turista è alla ricerca del cibo locale da abbinare alla cultura del luogo e l’enogastronomia diviene così sotto-categoria della cultura della destinazione poiché unisce la volontà di acquisire familiarità con nuove culture alla partecipazione ad eventi e attrazioni culturali.

Gli eventi culturali, i festival e le sagre svolgono oggi un ruolo importante nella formazione e nel potenziamento del turismo culturale ed enogastronomico. Infatti, offrono ai turisti ulteriori motivi per visitare una destinazione al di là del prodotto culturale regolarmente offerto e danno modo di affiancare i valori sociali, locali e paesaggistici alla buona gastronomia depositaria della cultura del luogo.

Enogastronomia e cultura sono quindi due facce della stessa medaglia: il turista enogastromico-culturale è colui che presta attenzione all’aspetto culturale sia di una destinazione sia di un artefatto e che ritrova nel cibo quella parte di esperienza e dimensione culturale.

“Fare sul serio la conoscenza di un vino  non significa affatto, come forse si crede, assaggiarne due o tre sorsi, o anche un bicchierotto. Significa innanzitutto, sulla località precisa e ben delimitata dove si pigia il vino che vogliamo conoscere, procurarsi alcune fondamentali nozioni geologiche, geografiche, storiche, socio-economiche. Significa, poi, andare sul posto, e riuscire a farsi condurre esattamente in mezzo a ‘quei’ vigneti da cui si ricava ’quel’ vino. Passeggiarvi, allora, in lungo e in largo. E studiare, intanto, la fisionomia del paesaggio intorno, e la direzione e la qualità del vento; spiare sulla collina l’ora e il progredire dell’ombra; capire la forma delle nuvole e l’architettura delle case coloniche; ancora di più, significa conversare con la persona che presiede alla vinificazione, proprietario enologo fattore… Significa passeggiare a lungo anche nelle cantine, sottoterra, o nei capannoni, fra le vasche di cemento: scrutare le connessure delle botti, fiutare l’odore del vino che ancora fermenta, individuare la presenza, talvolta dissimulata, di apparecchi refrigeranti o, peggio, pastorizzanti: infine, assaggiando, in paziente, lenta alternativa, e con frequenti intervalli, paragonare l’uno all’altro i sapori delle annate”.

Mario Soldati, da “Vino al vino”

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