Percorso UNESCO Arabo-Normanno

Il territorio

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il Comitato del Patrimonio Mondiale dell’Unesco ha dichiarato l’itinerario Arabo Normanno Patrimonio Mondiale dell’Umanità” inserendolo quindi di diritto nella World Heritage List. Lo stile Arabo-Normanno è unico nel suo genere ed esclusivo di Palermo, Cefalù e Monreale e si caratterizza per l’unione di due mondi opposti: quello arabo – musulmano e quello normanno – cattolico.

I due secoli e mezzo di dominazione araba (dall’827 alla fine del XI secolo) resero la città una tra le più ricche ed importanti dell’epoca: splendidi palazzi, moschee, minareti, giardini e fontane vengono eretti. Ai giorni nostri non sussiste purtroppo alcun monumento di rilievo appartenente all’epoca musulmana. Questi splendidi palazzi arabi spariscono, infatti, con l’arrivo dei Normanni, che se ne appropriano per riallestirli e modificarli, rendendo impossibile distinguerne l’antica funzione.

I Normanni decidono di emulare il grande sfarzo degli arabi e riconoscono alle maestranze musulmane una notevole bravura: da questo connubio nasce, appunto, lo stile arabo-normanno.

In questo contesto storico-geografico si producono vini ininterrottamente dal XII secolo. Un retaggio tramandato dai monaci benedettini e ormai impresso in ogni pietra, in ogni pianta, in ogni chicco d’uva.

Le condizioni pedoclimatiche sono ideali: i vigneti si rincorrono su un terreno collinare ventilato dalla brezza del mar Mediterraneo e pregno di una storia di cultura millenaria.

Le Cantine

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Abbazia Santa Anastasia (percorso Cefalù)

L’azienda Enoagricola Abbazia Santa Anastasia si affaccia agli albori del nuovo secolo con rinnovata vitalità ma forte di un passato che la colloca di diritto fra i nomi più illustri dell’enologia siciliana. Fondata nel 1100 dal Conte Ruggero d’Altavilla, l’Abbazia Santa Anastasia diviene fulcro culturale e lavorativo per gli abitanti delle Madonie. Si piantarono viti, grano, olivi e varie specie di alberi da frutto. I terreni si dimostrarono particolarmente vocati per la coltivazione della vite ed infatti il vino veniva richiesto dalle più importanti mense baronali e vescovili della Sicilia. La fondazione della Città di Castelbuono nel 1316 coincise con l’abbandono dell’Abbazia da parte dei monaci, abbandono che – specie per i terreni – si protrasse nei secoli successivi.

E’ il 1980 quando l’Ingegnere Francesco Lena decide di rilevare e bonificare le terre con l’intento di realizzare un’azienda vitivinicola modello. Con vigneti dove l’uva viene raccolta a mano, durante le ore più fresche. Con un moderno stabilimento enologico dove le uve bianche vengono raffreddate prima ancora di essere ammostate e le rosse vengono fatte macerare lungamente. Con una cantina dove i vini bianchi si conservano sur lies a temperatura fresca e i grandi rossi invecchiano in barriques di quercia francese.

Baglio di Pianetto (percorso Monreale)

La produzione ecosostenibile di Baglio di Pianetto, confermata e rafforzata dalla conversione al biologico dell’intero patrimonio agricolo (circa 160 ha), è anche espressione dell’attenzione verso le richieste di quegli appassionati che vogliono certezze su cosa acquistano e bevono; un’attenzione premiata da consumatori sempre più variegati e diffusi per il mondo, considerando che il 50% delle bottiglie prodotte da Baglio di Pianetto, viene esportato fuori dall’Italia.

Baglio di Pianetto vinifica le proprie uve sui territori in cui le produce. Sia nella Tenuta di Pianetto vicino Palermo che in quella di Contrada Baroni in Val di Noto nel territorio di Noto, le uve appena raccolte raggiungono le cantine di lavorazione per il diraspamento, la pressatura e la vinificazione. A Pianetto, la cantina è stata progettata secondo principi coerenti a soddisfare un principio essenziale della filosofia produttiva voluta dal Conte Paolo Marzotto: rispettare l’integrità di una materia prima di assoluta eccellenza, in un quadro  di ottimizzazione delle risorse naturali che il territorio offre. E’ una cantina a sviluppo verticale, che sfrutta la forza di gravità per caduta, riducendo drasticamente l’uso delle pompe per la movimentazione dei mosti e dei vini.

La Gastronomia

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I salumi del Suino Nero dei Nebrodi
(percorso Cefalù)

Il Suino Nero Siciliano dei Nebrodi, tradizionalmente chiamato “u Puorcu Niuro” oppure Nero Siciliano, è un suino autoctono del territorio dei Monti Nebrodi, nella Sicilia nord-orientale.
Il Suino Nero dei Nebrodi e’ di taglia medio-piccola, di aspetto selvatico ed è caratterizzato da una criniera che viene sollevata in caso di agitazione, ha il muso allungato e gli arti lunghi, caratteristiche che lo rendono un grande camminatore.
Il Suino Nero dei Nebrodi viene allevato allo stato brado e semibrado in ampie zone adibite a pascolo, per le sue specifiche caratteristiche genetiche, oltre alla tipologia di allevamento offre carni di altissima qualità.
La carne è molto saporita di colore rosso bruno e ben marezzata di grasso.
Il lardo è rosato con delle belle venature di magro
Il grasso molto saporito presenta altissimi livelli di acidi grassi insaturi che svolgono azione protettiva per l’organismo umano.

I Cannoli di S. Cristina Gela
(percorso Monreale)

Il cannolo siciliano è una delle specialità più conosciute della pasticceria italiana. Come tale è stata ufficialmente riconosciuta e inserita nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (P.A.T) del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Il riferimento del nome è legato alle canne di fiume cui veniva arrotolata fino a pochi decenni fa la cialda durante la sua preparazione; quel che è certo è che il dolce fu inventato secondo una ipotesi in tempi remoti per festeggiare il carnevale.

Quello di Santa Cristina, come quello di Piana degli Albanesi, è un cannolo dalla grande crosta, capace di contenere una quantità di ricotta superiore rispetto ai cugini sparsi per la Sicilia. La ricotta è ben lavorata e risulta soffice e parecchio amalgamata al palato. Una goduria davvero dolce.

I Luoghi

Cattedrale di Cefalù

La Cattedrale di Cefalù venne edificata per volere di Ruggero II d’Altavilla, re di Sicilia, Puglia e Calabria, nell’anno del Signore 1131.

Vuole la tradizione che questo re, in viaggio per nave da Salerno a Palermo, imbattutosi in una tempesta, fece voto al Signore di erigere una chiesa nel luogo in cui avesse preso terra sano e salvo insieme al suo equipaggio. Approdato a Cefalù, fece costruire qui il tempio promesso a gloria del SS. Salvatore e dei Santi Pietro e Paolo.

La Piazza antistante il Duomo si configurava in posizione baricentrica rispetto all’intero abitato e il Duomo, per la presenza dei camminamenti merlati e delle torri dava l’impressione di essere, oltre che Tempio meraviglioso, anche un apparato difensivo. La sensazione da parte del cittadino della presenza divina si percepiva così insieme alla sensazione della tangibile protezione dell’uomo.
Una incisione del 1645 mostra l’accesso alla città dalla Porta di Terra che si apriva sulla Platea Magna, (attuale corso Ruggero), che divideva l’antico abitato in due parti ben distinte: quella ad est, caratterizzata dal quartiere Crucidda – Francavilla che si articola, dalle falde della Rocca al Corso Ruggero in una sequenza di stradine tortuose ed irregolari dalla tipica impronta medievale e, quella ad ovest caratterizzata dalla presenza di stradine dal tracciato regolare che scendono dal Corso Ruggero verso il mare.

L’interno della Basilica Cattedrale è a pianta basilicale, a croce latina, orientata, triabsidata, con tre navate separate da una teoria di archi ad alti piedritti con doppia ghiera, di sagoma arabeggiante, sostenuti da 16 colonne monolitiche

mosaici presentano ritmi lineari puri e organici, una raffinata gamma cromatica con accostamenti ed esiti ricercatissimi e preziosi. Come nobile appare l’imposto delle figure ieraticamente rappresentate sul fondo aureo. Alla prima fase del paramento musivo appartiene il Cristo Pantocratore, che domina l’abside e tutto l’interno della chiesa.

Cattedrale e chiostro di Monreale

Qualcuno lo ha definito il tempio più bello del mondo e senz’altro il Duomo di Monreale è uno tra i più begli esempi di come l’arte, riesca ad entrare in sintonia con il cuore dell’uomo. L’opera monumentaria, che comprendeva insieme alla Basilica, il palazzo reale ed una abbazia benedettina, fu voluta da Guglielmo II, quel re della dinastia Normanna di Sicilia che fu detto “il Buono”.

La pianta della chiesa è a tre navate che terminano nelle tre absidi in fondo. La navata centrale, grandiosa, ampia tre volte più delle navate laterali, si prolunga nel transetto secondo rigorose regole di simmetria e proporzioni che guidano lo sguardo verso l’ampio abside principale, dove la regalità e la gloriosa divinità trovano espressione nella profusione di luce dorata che risplende nel complesso musivo con al centro Gesù Cristo Pantocrator. I mosaici sono l’aspetto più eclatante della bellezza di questa opera sacra, perchè non va dimenticato che lo scopo principale di questa costruzione risiede nel consentire ai fedeli di vivere profondamente il culto a Dio, Gesù Cristo e alla Vergine Maria. Per questo i circa 6400 metri quadrati di mosaico che ne ricoprono la superficie, sono una rappresentazione artistica della Bibbia, una catechesi in immagini, perché il popolo possa immergersi dentro lo spazio sacro.

Il chiostro a pianta quadrata (m 47 x 47) è addossato al lato meridionale del duomo. Gli archi ogivali sono poggiati su colonne binate e si aprono sul giardino del convento. La ritmica semplicità della struttura, con le colonne portanti di eguale forma e dimensione, viene animata ed arricchita dall’alternarsi delle colonne binate lisce ed intarsiate con, agli angoli, gruppi di quattro colonne a rilievo, e dallo splendore dei capitelli e degli abachi. La fontana, interamente rivestita di marmo chiaro, presenta una vasca rotonda da cui si innalza una colonna a forma di palma, sormontata da una sfera di marmo con figure in piedi, teste, foglie a rilievo.

I percorsi

Percorso Cefalù

Il percorso comprende:
  • Transfer con conducente A.R. da Palermo in pulmino 8 posti;
  • Visita guidata in cantina, vigneto e barricaia
  • Degustazione di una selezione di 4 etichette
  • Degustazione prodotti tipici (salumi, formaggi, olio)
  • Sosta presso il sito UNESCO e visita con guida turistica autorizzata
  • Gadget ricordo formato da una produzione di ceramica artigianale locale con assaggio di frutta martorana (dolci di marzapane)
Quota adesione per I nostri soci € 120 pp
Quota adesione Young con bibite analcoliche e stuzzichini € 60 pp
Durata: 8 ore ca.

Percorso Monreale

Il percorso comprende:
  • Transfer con conducente A.R. da Palermo in pulmino 8 posti;
  • Visita guidata in cantina, vigneto e barricaia
  • Degustazione di una selezione di 4 etichette
  • Degustazione prodotti tipici (salumi, formaggi, olio)
  • Sosta presso il sito UNESCO e visita con guida turistica autorizzata
  • Gadget ricordo formato da una produzione di ceramica artigianale locale con assaggio di frutta martorana (dolci di marzapane)
Quota adesione per I nostri soci € 120 pp
Quota adesione Young con bibite analcoliche e stuzzichini € 60 pp
Durata: 8 ore ca.
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