Le Cantine

Abbazia Santa Anastasia

L’azienda Enoagricola Abbazia Santa Anastasia si affaccia agli albori del nuovo secolo con rinnovata vitalità ma forte di un passato che la colloca di diritto fra i nomi più illustri dell’enologia siciliana. Fondata nel 1100 dal Conte Ruggero d’Altavilla, l’Abbazia Santa Anastasia diviene fulcro culturale e lavorativo per gli abitanti delle Madonie. Si piantarono viti, grano, olivi e varie specie di alberi da frutto. I terreni si dimostrarono particolarmente vocati per la coltivazione della vite ed infatti il vino veniva richiesto dalle più importanti mense baronali e vescovili della Sicilia. La fondazione della Città di Castelbuono nel 1316 coincise con l’abbandono dell’Abbazia da parte dei monaci, abbandono che – specie per i terreni – si protrasse nei secoli successivi.

E’ il 1980 quando l’Ingegnere Francesco Lena decide di rilevare e bonificare le terre con l’intento di realizzare un’azienda vitivinicola modello. Con vigneti dove l’uva viene raccolta a mano, durante le ore più fresche. Con un moderno stabilimento enologico dove le uve bianche vengono raffreddate prima ancora di essere ammostate e le rosse vengono fatte macerare lungamente. Con una cantina dove i vini bianchi si conservano sur lies a temperatura fresca e i grandi rossi invecchiano in barriques di quercia francese.

Alessandro Di Camporeale

Nel piccolo centro agricolo di Camporeale, in provincia di Palermo, alle falde delle colline che sovrastano la pianura di Mandranova, che nasce l’Azienda vitivinicola Alessandro di Camporeale: una Cantina che cresce nel nuovo millennio ma che affonda le sue radici nella storia con una famiglia da sempre impegnata in agricoltura e che, oggi, vede scendere in campo la sua quarta generazione.
Nel 2000 i fratelli Alessandro, Rosolino, Antonino e Natale, oggi affiancati dai figli Anna, Benedetto e Benedetto, attuano un moderno processo di innovazioni e di investimenti – nel vigneto come in cantina – per giungere ad una nuova e più alta definizione della qualità enologica di un territorio particolarmente vocato alla coltivazione della vite.
Una filosofia produttiva attenta a realizzare vini di grande impatto, figli di una terra posta al centro della fascia mediterranea, eppure morbidi, eleganti, mai eccessivi e di grande equilibrio.
La chiave di volta dell’azienda Alessandro di Camporeale sta nella conduzione perfetta e meticolosa del vigneto: tutte le attività sulla vite sono condotte manualmente secondo i ritmi di una viticoltura attenta a produrre uve di altissimo pregio da cui si ricavano vini di grande qualità. Le uve che vengono vinificate sono esclusivamente figlie dei vigneti della Tenuta, una materia prima di cui si conosce ogni piccola sfumatura.

De Bartoli Marco

È in Sicilia, nella zona occidentale dell’isola, nel marsalese, che Marco De Bartoli, credendo fortemente nelle tradizioni della viticoltura del suo territorio, si avvia a riscoprire e coltivare uno stretto legame tra i metodi tradizionali e innovativi di lavorazione della terra e di produzione del vino.
Ed è proprio la ricerca di un’eccellente qualità, coniugata al rispetto delle tradizioni vinicole siciliane che fanno prediligere a Marco De Bartoli l’utilizzo di vitigni autoctoni ed in particolare il Grillo, presente in Sicilia dall’epoca fenicia e base del classico Marsala, e lo Zibibbo, da cui si ricava il celebre moscato passito di Pantelleria. Nascono così i vini di Marco De Bartoli, il primo dei quali è il “Vecchio Samperi”, in onore alle terre che ospitano l’azienda, un vino ottenuto con l’antico metodo Soleras che, attraverso una sequenza di passaggi di piccole percentuali di vino più giovane in fusti che contengono vini più vecchi, permette di creare un’armoniosa mescolanza di annate diverse, dal gusto unico e inimitabile.
Nel 1982 è imbottigliato il “Vigna La Miccia”, Marsala tipo Oro, più gentile perché vinificato a freddo, dagli intensi profumi primari delle uve Grillo e Inzolia.
Sulla scia del “Vecchio Samperi” nel 1983 nasce il “Marsala Superiore”, un vino invecchiato nel rispetto dei tempi ciclici della natura in botti di rovere ma reso amabile dalla mistella, base alcolica d’antica ricetta, ottenuta dalla miscela del mosto d’uve Inzolia e acqua vite. L’appassionato lavoro di ricerca di Marco De Bartoli continua e negli ultimi anni si è determinata la produzione di vini d’annata, soprattutto monovarietali autoctoni e rossi di carattere internazionale.

Principi di Spadafora

L’Azienda dei Principi di Spadafora, condotta dalla famiglia Spadafora sin dagli inizi del secolo, è oggi guidata dal figlio di Don Pietro dei Principi di Spadafora, Francesco. L’Azienda subì notevoli danni durante il terremoto del 1968, ma Don Pietro si impegnò nella sua ricostruzione e riqualificazione, rivalutando negli anni ’80 i vigneti autoctoni e portando in Sicilia i vigneti alloctoni destinati alla nascita di vini di qualità.
E’ dal 1988 che Francesco Spadafora è alla guida dell’Azienda sviluppando quel discorso sulla qualità iniziato da Don Pietro ed introducendo moderni criteri di coltivazione delle uve e di vinificazione in cantina.
Nasce così, nel 1993, la “prima” bottiglia di “Don Pietro” rosso, dedicata al padre: è l’inizio di un’avventura fatta di entusiasmo e tenacia, ancora tutta da vivere con la fiducia di crescere ogni giorno di più.

Baglio di Pianetto

La produzione ecosostenibile di Baglio di Pianetto, confermata e rafforzata dalla conversione al biologico dell’intero patrimonio agricolo (circa 160 ha), è anche espressione dell’attenzione verso le richieste di quegli appassionati che vogliono certezze su cosa acquistano e bevono; un’attenzione premiata da consumatori sempre più variegati e diffusi per il mondo, considerando che il 50% delle bottiglie prodotte da Baglio di Pianetto, viene esportato fuori dall’Italia.

Baglio di Pianetto vinifica le proprie uve sui territori in cui le produce. Sia nella Tenuta di Pianetto vicino Palermo che in quella di Contrada Baroni in Val di Noto nel territorio di Noto, le uve appena raccolte raggiungono le cantine di lavorazione per il diraspamento, la pressatura e la vinificazione. A Pianetto, la cantina è stata progettata secondo principi coerenti a soddisfare un principio essenziale della filosofia produttiva voluta dal Conte Paolo Marzotto: rispettare l’integrità di una materia prima di assoluta eccellenza, in un quadro  di ottimizzazione delle risorse naturali che il territorio offre. E’ una cantina a sviluppo verticale, che sfrutta la forza di gravità per caduta, riducendo drasticamente l’uso delle pompe per la movimentazione dei mosti e dei vini.

Cantine Settesoli

Nel tratto di costa siciliana affacciata sul Mediterraneo, solcata dalle morbide e assolate colline tra i templi di Agrigento e di Selinunte, dai tempi della Magna Grecia si tramanda il culto delle vite. Qui la mitezza del clima, la generosità del terreno, la cura dell’uomo hanno creato i vigneti di Mandrarossa.

Tra i 6.000 ettari di vigneto, le Cantine Settesoli hanno selezionato nel tempo 600 ettari a più spiccata vocazione viticola. Oggi accanto ai vitigni della tradizione autoctona, quali Grecanico e Nero d’Avola, si sono magnificamente acclimati vitigni internazionali quali Chardonnay, Cabernet Sauvignon, Merlot e Sirah.
I vini di Mandrarossa racchiudono tutte le caratteristiche e particolarità proprie del vino mediterraneo: profumo intenso e delicato, gusto fresco ed armonico. I vini vengono qui ottenuti mediante la selezione delle uve migliori portate a maturazione dall’intensa luminosità del sole di Sicilia e da un clima particolarmente favorevole che ne permette una corretta evoluzione. Le uve sono quindi conferite alla cantina per la fase più delicata: la vinificazione.

La valente e moderna competenza dei Mastri vinificatori della Cantine Settesoli segue tutto il processo di trasformazione come in un rito antico, in cui i metodi si sono aggiornati, ma l’amore e la dedizione è rimasta sempre quella che quest’isola ha rivolto al dio Bacco. Dopo le fasi di pigiatura e fermentazione ogni singola partita viene classificata per divenire, poi, parte di specifiche cuvees corrispondenti ai singoli canoni di stile e qualità di ciascun vino Mandrarossa.

Caruso & Minini

Ciascun vignaiolo coltiva il sogno che l’uva da lui prodotta diventi un vino da firmare con il proprio nome. Stefano Caruso sapeva di condividere questo sogno con il padre Nino.Tuttavia non si lanciò nell’impresa sin quando non poté contare sull’alleanza con Mario Minini. I Minini, nel gestire e sviluppare da oltre 80 anni l’omonima casa vinicola bresciana, hanno maturato l’esperienza necessaria per realizzare l’obiettivo comune ai Caruso: produrre vini capaci di sorprendere per originalità, carattere ed eleganza. Per scelta e per passione Stefano Caruso e Mario Minini scelgono per realizzare la cantina un antico baglio nel cuore della tradizionale area degli stabilimenti vinicoli marsalesi.
Per gli uomini della Caruso & Minini, lavorare tra queste mura edificate nel 1904 proprio per produrre e proteggere il vino, è certamente motivo di grande responsabilità. Il Baglio conserva inalterati i canoni della tradizione di Marsala: un ampio cortile quadrato circondato da edifici che accolgono tutte le fasi di lavorazione del vino. Perfetta è la simbiosi tra le più moderne tecnologie enologiche e gli ambienti progettati 100 anni fa. Un tangibile esempio di quanto la nobile tradizione marsalese sia pronta ad affrontare le sfide più attuali.

Feudo Arancio

Cuore del Mediterraneo, la Sicilia è l’isola del sole, del calore e del mare. Una terra generosa, dalla luce intensa, dal clima ventilato e secco, ideale per produrre vini ricchi, intensi e corposi, dai profumi e dagli aromi spiccati.Feudo Arancio coltiva qui, in Sicilia, le proprie uve. Seicento ettari di vigneti in cui ogni appezzamento di terreno è coltivato con singole varietà in purezza e con cloni accuratamente selezionati. Dieci vitigni, autoctoni e internazionali, allevati, curati e vinificati perseguendo l’obiettivo dell’ alta qualità.I vini Feudo Arancio sono vini ricchi, intensi, dal gusto morbido e dai tannini dolci, armonici ed eleganti, sempre ben recensiti dalla stampa internazionale.Le cantine Feudo Arancio sono costruite per ottenere vini varietali di qualità.Sono dotate delle migliori attrezzatura vitienologiche e tutti i materiali utilizzati sono all’avanguardia.Tutte le vasche sono in acciaio 316 e di piccole dimensioni. La cantina è totalmente termocondizionata e l’ampia barricaia permette l’affinamento dei vini di grande struttura e intensità aromatica.L’evoluzione dei vini è costantemente seguita da 2 winemakers e da un team di 7 persone in cantina.Persone appassionate ed esperte la cui mission è ottenere vini di alta qualità, ricchi, intensi, dal gusto morbido e dai tannini dolci, armonici ed eleganti.In omaggio alla tradizione siciliana e al profondo rispetto per il territorio, le cantine Feudo Arancio sono costruite con la tradizionale struttura del baglio sicilano. Un mix di tecnologia enologica e tradizione architettonica dal suggestivo e incantevole risultato finale.

Marchesi De Gregorio

In un fertile contesto sorge l’antico Baglio di Sirignano dove, sin dal 1730, la famiglia Marchesi de Gregorio coltiva la forte passione per la vite e per l’olivo.
Oggi l’azienda è condotta da Massimo de Gregorio che segue con grande impegno e dedizione l’intera filiera produttiva: dalla scelta delle varietà fino all’imbottigliamento e alla vendita diretta. La coltivazione dei vigneti e dell’uliveto è ottenuta con metodi rigorosamente biologici, in un perfetto equilibrio tra innovazione tecnologica e rispetto della tradizione artigianale. Da quest’anno all’interno del baglio, nel cuore della tenuta agricola, sorge un caratteristico Wine Resort, suggestiva struttura eno-turistica pensata per chi desidera vivere un emozionante soggiorno all’insegna della natura, del relax e dei sapori più autentici della tradizione siciliana.

Planeta

Una lunga tradizione agricola alle spalle che da 17 generazioni – dal 1500 – si tramanda tra Sambuca di Sicilia e Menfi. Oggi Planeta rappresenta, non uno, ma sei modi di esprimere il territorio in sei cornici diverse. Tante sono, infatti, le tenute nelle quali si produce vino, ciascuna con uno specifico progetto di ricerca e valorizzazione.
Ulmo a Sambuca di Sicilia, Dispensa a Menfi, Dorilli a Vittoria, Buonivini a Noto, Feudo di Mezzo sull’Etna a Castiglione di Sicilia e infine La Baronia a Capo Milazzo. Questi sono i luoghi di Planeta, per una superficie complessiva di vigneti che ammonta a più di 350 ettari.

Il progetto di Planeta, una ricerca paziente e meticolosa, mai affrettata, è rivolto tanto al passato quanto al futuro. Da un lato un profondo legame con la più antica tradizione enologica siciliana, con il suo patrimonio di varietà autoctone: Grecanico, Carricante, Moscato di Noto, Frappato, Nerello Mascalese e Nero d’Avola. Dall’altro, l’arena su cui si misurano i più grandi produttori dei cinque continenti con i vitigni Chardonnay, Syrah, Merlot, Cabernet: grandi classici dell’enologia internazionale interpretati da un territorio che li marca in maniera inconfondibile. Senza dimenticare la sperimentazione varietale più spinta e visionaria, quella che ha permesso di ottenere per la prima volta in Sicilia un Fiano dalle caratteristiche rivoluzionarie.

Testi e immagini tratti da “SiciliaDOC – Continente del Vino”

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