Terre Fenicie

Il territorio

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È un percorso del cuore per chi come noi l’ha percorsa dalla nascita. Ma è anche un tracciato fisico, terrestre e marittimo, costiero e collinare, lungo il quale esistono valori naturali, culturali e ambientali.
È un vero terroir, un’area non solo geografica che possiede integri i cromosomi della ruralità e che da sempre é caratterizzata dalla coltivazione della vite e da una consistente vocazione di attività connesse alla viticoltura, all’ospitalità ed alla gastronomia. Un territorio dalle abbondanti risorse disponibili: mitezza di clima, ricchezza di falde idriche, sostanziale omogeneità orografica, autentici primati di soleggiamento.
È anche un luogo nel quale intense sono le relazioni tra le attività umane e le tradizioni culturali e religiose. Fatto di persone e di cose, di vigneti e vignaioli, di cantine private e sociali, di enoteche e bagli, di torri saracene e botteghe artigiane, di musei e fattorie. Una porta sul mondo, spalancata su due mari: quello blu, con Mozia fenicia e le Egadi, e quello verde dei vigneti della fascia costiera e dell’entroterra, a perdita d’occhio.
Un crocevia di commerci e di cultura. È un territorio nel quale convivono miti e riti, racconti e raccolti, templi e vigneti, coste pescose e pietre che parlano, sapori intensi e saperi antichi.

Le Cantine

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Caruso & Minini

Ciascun vignaiolo coltiva il sogno che l’uva da lui prodotta diventi un vino da firmare con il proprio nome. Stefano Caruso sapeva di condividere questo sogno con il padre Nino.Tuttavia non si lanciò nell’impresa sin quando non poté contare sull’alleanza con Mario Minini. I Minini, nel gestire e sviluppare da oltre 80 anni l’omonima casa vinicola bresciana, hanno maturato l’esperienza necessaria per realizzare l’obiettivo comune ai Caruso: produrre vini capaci di sorprendere per originalità, carattere ed eleganza. Per scelta e per passione Stefano Caruso e Mario Minini scelgono per realizzare la cantina un antico baglio nel cuore della tradizionale area degli stabilimenti vinicoli marsalesi.
Per gli uomini della Caruso & Minini, lavorare tra queste mura edificate nel 1904 proprio per produrre e proteggere il vino, è certamente motivo di grande responsabilità. Il Baglio conserva inalterati i canoni della tradizione di Marsala: un ampio cortile quadrato circondato da edifici che accolgono tutte le fasi di lavorazione del vino. Perfetta è la simbiosi tra le più moderne tecnologie enologiche e gli ambienti progettati 100 anni fa. Un tangibile esempio di quanto la nobile tradizione marsalese sia pronta ad affrontare le sfide più attuali.

Marco De Bartoli

È in Sicilia, nella zona occidentale dell’isola, nel marsalese, che Marco De Bartoli, credendo fortemente nelle tradizioni della viticoltura del suo territorio, si avvia a riscoprire e coltivare uno stretto legame tra i metodi tradizionali e innovativi di lavorazione della terra e di produzione del vino.
Ed è proprio la ricerca di un’eccellente qualità, coniugata al rispetto delle tradizioni vinicole siciliane che fanno prediligere a Marco De Bartoli l’utilizzo di vitigni autoctoni ed in particolare il Grillo, presente in Sicilia dall’epoca fenicia e base del classico Marsala, e lo Zibibbo, da cui si ricava il celebre moscato passito di Pantelleria. Nascono così i vini di Marco De Bartoli, il primo dei quali è il “Vecchio Samperi”, in onore alle terre che ospitano l’azienda, un vino ottenuto con l’antico metodo Soleras che, attraverso una sequenza di passaggi di piccole percentuali di vino più giovane in fusti che contengono vini più vecchi, permette di creare un’armoniosa mescolanza di annate diverse, dal gusto unico e inimitabile.
Nel 1982 è imbottigliato il “Vigna La Miccia”, Marsala tipo Oro, più gentile perché vinificato a freddo, dagli intensi profumi primari delle uve Grillo e Inzolia.
Sulla scia del “Vecchio Samperi” nel 1983 nasce il “Marsala Superiore”, un vino invecchiato nel rispetto dei tempi ciclici della natura in botti di rovere ma reso amabile dalla mistella, base alcolica d’antica ricetta, ottenuta dalla miscela del mosto d’uve Inzolia e acqua vite. L’appassionato lavoro di ricerca di Marco De Bartoli continua e negli ultimi anni si è determinata la produzione di vini d’annata, soprattutto monovarietali autoctoni e rossi di carattere internazionale.

La Gastronomia

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Pane Cunzatu

Occorre tutta la maestria dei casari siciliani per adattare la tecnica della filatura al latte ovino. La Vastedda della Valle del Belìce racchiude tutti i segreti di un’antica tradizione.
Ottenuto esclusivamente dal latte di pecora razza valle del Belìce, una varietà autoctona nella valle.

Formaggio dal colore bianco avorio e dal sapore dolce, fresco, con un gusto lievemente acidulo ma mai piccante.
La sua particolare lavorazione lo rende leggero e digeribile, diminuendo la massa grassa presente e mantenendo invariati i livelli di proteine, vitamine e sali minerali.

Cous Cous

La cucina siciliana è molto varia proprio perché ha subito l’influenza di molte dominazioni che negli anni antichi hanno toccato questa meravigliosa terra. Il cous cous ne è un esempio molto importante. Il cous cous è un piatto tipico della tradizione marocchina, ma mentre nelle coste africane viene preparato con carne e verdure, in Sicilia, più precisamente a Trapani, viene condito con pesce freschissimo appena pescato nel Mar Mediterraneo. Le origini del cous cous alla trapanese sono quindi molto antiche, ma questo piatto continua a stupire ed allietare i palati dei siciliani ancora oggi.

Cassatedde

Le cassatelle (cassateddi in dialetto siciliano) o ravioli dolci, sono dolci tipici della gastronomia siciliana, in particolare della provincia di Trapani, originari della cittadina di Castellammare del Golfo, nate intorno al 1700, in occasione delle festività pasquali e di carnevale. Sono oggi diffusi in gran parte della Sicilia occidentale.

Sono una sorta di grandi ravioli dolci, al cui interno vi è un impasto di ricotta di pecora, zucchero, un pizzico di cannella e gocce di cioccolato, che vengono fritte per immersione nell’olio bollente. Per la pasta si usa farina di grano duro, zucchero, olio d’oliva, un cucchiaio di vino Marsala e una grattugiata di scorza di limone.

È una produzione tipica siciliana, come tale è stata ufficialmente riconosciuta e inserita nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (P.A.T) del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (Mipaaf), su proposta della Regione Siciliana.

Il percorso

Il percorso comprende:
  • Transfer con conducente A.R. da Palermo in pulmino 8 posti;
  • Visita guidata in cantina, vigneto e barricaia
  • Degustazione di una selezione di 4 etichette
  • Degustazione prodotti tipici (salumi, formaggi, olio)
  • Gadget ricordo formato da una produzione di ceramica artigianale locale con assaggio di frutta martorana (dolci di marzapane)
Quota adesione per I nostri soci € 90 pp
Quota Young con bibite analcoliche e stuzzichini € 40 pp
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